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La storia del TN
1888: dalla penna di Eduardo Scarpetta nasce “Nu turco napulitano”, che nel 1953 il regista Mario Mattioli porta sullo schermo affidando a Totò il ruolo Felice Sciosciammocca. Esigenze cinematografiche determinano una leggera modifica del titolo della commedia, che diventa “Un turco napoletano”. Questa pellicola – tuttora trasmessa con grande frequenza sul piccolo schermo – ha regalato ai napoletani 65 anni di risate.
Sarà accolta con simpatia, dunque, dalla cittadinanza partenopea questa notizia: a Napoli, in via Generale Pianell 1/B ( nelle vicinanze della tangenziale di Corso Malta) c’è “Il turco napoletano”, locale nel quale cibo e musica dal vivo avranno un comune denominatore: la cultura mediterranea. Non solo a Napoli, dunque, ma – nel pieno rispetto della trama della commedia di Scarpetta – anche usi e costumi di altri paesi del Mediterraneo. Kebab per chi vorrà affacciarsi sul Bosforo, spaghetti ed altro per chi ha intenzione di abbandonare la tradizione partenopea mentre in sala danzatrici del ventre si alterneranno ai cantori delle più celebri melodie napoletane, sconfinando nel blues e nel jazz coinvolgendo i presenti con canti e balli.
L’idea di Sasà Sgammato, uno che di mediterraneo se ne intende. Canottiere da oltre trent’anni, ha percorso a remi – ieri come agonista, oggi come master – tutta l’acqua che circonda la nostra penisola. “la tipologia di questo locale – spiega Sgammato – è chiaramente indirizzata ad un’utenza non giovanissima, ma mi auguro che anche ventenni facciano un salto da noi per trascorrere una serata diversa dal solito”.
Si potrà fumare il narghilè, in una sala riservata ma anche in questo caso nel pieno rispetto della cultura mediterranea.
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